𝗗𝗮𝘃𝗶𝗱 𝗟𝗲 𝗕𝗿𝗲𝘁𝗼𝗻, uno dei principali autori contemporanei dell’Antropologia del corpo, sarà di nuovo con noi 𝗺𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀ 𝟮𝟭 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟴.𝟯𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟮𝟬.𝟯𝟬 per un SEMINARIO GRATUITO online rivolto a tutti i soci dell’Associazione Globo Centro per l’infanzia.
𝗣𝗲𝗿 𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶 è sufficiente compilare il modulo a questo link
https://forms.gle/wYQ3yKcoVVz2yNoW7
𝗣𝗲𝗿 𝗶𝗻𝗳𝗼:
amministrazione.globo@gmail.com
327 469 5430
𝗔𝗯𝘀𝘁𝗿𝗮𝗰𝘁
Abbiamo chiesto a Le Breton di parlarci di come si è sviluppata negli ultimi decenni l’𝗔𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼. Quale può essere il suo contributo per comprendere la società contemporanea e come può aiutare chi lavora con l’infanzia ad accompagnare la crescita di bambini e adolescenti evitando che si perdano (e al tempo stesso senza perdersi) nelle contraddizioni e nei contrasti che caratterizzano il rapporto tra corpo e mente, tra corpo e tecnica, tra corpo e società?
Dire “corpo” è forse già tradirlo. Un concetto inventato dalla modernità che sottrae la “carne” all’umano. Il dualismo corpo/mente ha inaugurato il cammino inarrestabile della tecnica, che oggi relega il corpo all’interno degli spazi che le sono più congeniali: il corpo “estetico” da adeguare a canoni dettati dall’esterno, il corpo come “protesi” da modificare e correggere, il corpo da “silenziare” per dare spazio al mondo virtuale. Eppure “Abitiamo il mondo con tutto il nostro corpo, con tutti i nostri sensi, con tutte le nostre emozioni. La condizione umana è corporea. Nella nostra esistenza tutto inizia e finisce con il corpo.” (Le Breton)
Ma l’agire educativo, piuttosto che sottostare, spesso inconsapevolmente, alle leggi della tecnica, può forse prendere parola e portare il proprio contributo fondamentale per dirottare da questi percorsi apparentemente obbligati. Ciò è possibile, a nostro avviso, solo a partire da una piena presa di coscienza dei rischi della modernità, da una parte, e della ricchezza dei contributi che ciascuno di noi, educatore, insegnante, psicomotricista può apportare. Diventa perciò essenziale permettere al bambino di ingaggiare il proprio “corpo a corpo con il mondo” attraverso esperienze e ambienti pensati per lui, dove possa “provare nelle sue realizzazioni un senso di evidenza, di creazione e di determinazione personale” e vivere finalmente “la sensazione di esistere sotto lo sguardo degli altri.” (Le Breton)
Per info: Associazione Globo
email: amministrazione.globo@gmail.com
www.associazioneglobo.it